Il colore                               della luce

Il colore è legato alla materia dell'universo. Il creato è colorato. Anzi, in un certo senso, è colore. Ma è la luce che ce lo fa vedere. Il colore e la luce — un'unità inscindibile. Come vedere i colori senza la luce? E, allo stesso tempo, come vedere la luce senza i colori? I colori rimarranno anche nel mondo futuro e faranno festa alla luce che non tramonta. Ci sarà un passaggio da una realtà dove i colori imbruniscono ad una realtà fatta di colori e di luce senza declino. La nostra fede confessa infatti la trasfigurazione del mondo e la risurrezione della carne. In Cristo, nuovo Adamo, il vecchio non è cancellato, ma è integrato e salvato. L'umanità redenta e il mondo salvato sono penetrati dall'amore, cioè da quella luce che già qui fa presentire che non morirà.

 

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Il senso della materia è di essere ipostatizzata, personalizzata, cioè acquistare un carattere personale. Come la natura divina è totalmente personalizzata nelle tre Persone — Padre, Figlio e Spirito Santo — cioè completamente assunta nell'Amore personale, cosí anche in Gesú Cristo è data all'uomo la possi­bilità di personalizzare la propria natura, assorbendola nell'amore, nella carità, dal momento che Cristo, assumendo la natura umana, le ha dato l'impronta dell'amore filiale. A questa stessa realtà aspira la materia, a farsi corpo, volto. La materia, creata per mezzo della Parola, aspira alla piena partecipazione all'incarnazione del Verbo e alla trasfigurazione del mondo ad immagine del Figlio.

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 Il mosaico è un linguaggio con cui è piú visibile questa aspirazione della materia a farsi corpo, ad impastarsi in un "tu". E il senso piú profondo dell'essere umano è rivolgersi al Dio-Uomo, Cristo, diventare un gesto che lo indica, rinunciare ad essere il protagonista e dare la precedenza all'altro. È la "deisis", l'atteggiamento della preghiera, di colui che non chiude mai il suo pensiero, il suo ragionamento, perché tiene sempre conto del Signore. Nel mosaico, gli spazi tra le figure vanno curati con altrettanta attenzione e forza creativa che le figure stesse. Le figure sono come le parole, come i discorsi. Il compito degli spazi tra di loro è allora creare quello stato necessario nel cuore affinché siamo in grado di accogliere queste parole. Lo sguardo scivola sui colori, sui movimenti, sulle pietre, e nell'anima nasce un'eco di bellezza. E la bellezza, proprio perché è l'amore realizzato, è forse l'unica capace di creare l'atteggiamento giusto per sentire e comprendere.Dopo la risurrezione, la luce ha penetrato tutto l’universo e fa sì che possiamo guardare la vita già dalla tomba aperta. (pensieri raccolti da "Il colore della luce", di p. Rupnik)