Le Missioni Marianiste

 

 

Ecuador

Fr. Giovanni Onore, missionario laico Marianista,

professore alla Università Cattolica di Quito,

promotore e difensore della biodiversità in Ecuador.

La foresta Otonga

 

Piccola storia 104 (103)

della foresta Otonga

LA RISERVA DEGLI "OTONGA

lo scarabeo d'oro dell'Otonga

 

"Il bosco dei lombrichi giganti: la riserva degli Otonga custodisce molte cose incantevoli e più di un mistero. Così titola una pagina intera a colori del quotidiano di Quito " El Comercio" (20 marzo 1994). Ecco il testo:
'Nella riserva Otonga, la natura ritorna a sorprenderci. Benché si chiamino Otonga due tipi di esseri esteriormente abbastanza simili, quelli veri sono lombrichi che possono misurare quasi due metri che conservano ancora dei segreti per i biologi di tutto il mondo...

fa da cornice al logo il lombrico gigante Otonga

  Questi lombrichi giganti vivono nella riserva sopra ricordata, che si trova tra la provincia del Pichincha e quella del Cotopaxi, tra Santo Domingo e gli IIinizas, tra i 1800 e i 2000 metri s.l.rn, 'altri' Otonga appartengono a gruppi totalmente diversi: sono anfibi cioè della stessa famiglia delle rane e dei rospi, ma che per la loro vita sotterranea hanno perso le zampe; sono conosciuti anche come ' ilulos' o 'pudridoras' (=marcificanti)...
 
il lombrico gigante, circa due metri che dà il nome alla foresta
  Ma che cosa c'è di importante in questo luogo oltre ai suoi enormi lombrichi? Tanto per iniziare, é uno dei pochissimi parchi di bosco andino del nostro Paese che siano rimasti..., che possono vantare una qualche protezione. La riserva comprende quello che viene chiamato Bosco Montano Humedo e che si caratterizza per l'altissima biodiversìtà e per l'endemismo. Si distingue per le oltre 2000 specie di piante che sono state registrate: tra esse famosissirna quella che si chiama sangue di drago, per le proprietà e l'uso medicinale. Ci sono anche molte piante epifite (che crescono sulle altre piante con vari esemplari del loro gruppo più conosciuto: le orchidee.

  Oltre al fatto degli inventari faunistici ancora incompleti, il luogo offre le condizioni per trovare varie specie che sono diventaste rare a causa della distruzione del loro habitat. La fauna del luogo rivela una grande ricchezza; ci sono varie specie di mammiferi, tra i quali i felini di montagna, una nuova specie di musurana marsupiale, pacaranas (che si credevano estinti), guantas, ricci, piccole volpi e perfino alcune scimmie.

 

  Del gruppo degli anfibi, si sono trovate, per esempio, tre delle specie marsupiali, così chiamate perché covano le loro uova in una borsa posta sulla schiena delle femmine; si trovano anche alcuni esemplari delle ultime specie del gruppo delle rane arlecchino che sono imparentati con i più noti jambatos, che erano gli anfibi che vivevano più in alto (nel parco del Cotopaxi)

 

  Per quanto riguarda gli uccelli, si possono trovare cinque differenti specie di tucani, due specie di trogoni, un numero ancora imprecisato di colibrì e alcuni ritrovamenti insperati come la 'aburia aburri', una pavoncella di monte praticamente sconosciuta in questa regione andina, e naturalmente l'aquila arpia, impressionante e minacciata di estinzione. tucano caratteristico di Otonga
 

lo Scarabeo d'oro nel suo habitat fantastico

 

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Si ringraziano:

il giornalista Diego Lombeida per l'articolo su Otonga e la spiegazione dei vari animali rappresentati

il p. Luigi Ruggin SM per la traduzione

Fr. Giovanni Onore per le foto, la sua attività scientifica e missionaria, la storia scritta per noi, l'aver salvato la foresta Otonga e il logo.

il museo dell'Università Cattolica di Quito per le foto prese dal loro sito.

José Luis Iturralde per la bellissima copertina a lato e lo scarabeo d'oro