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P. Marko Ivan Rupnik
è nato nel 1954 a
Zadlog, in Slovenia.
Nel 1973 entra nella Compagnia di Gesù. Dopo la filosofia,
studia all'Accademia di Belle Arti di Roma. Conclude con una
tesi dal titolo "Luigi Montanarini e il problema
dell'interpretazione". Seguono gli studi di teologia alla
Gregoriana a Roma. Qui si specializza in missiologia, con una
licenza su "Vassilij Kandinskij come approccio a una lettura del
significato teologico dell'arte moderna alla luce della teologia
russa". Diventa sacerdote nel 1985. Nel 1991 consegue il
dottorato alla Facoltà di missiologia della Gregoriana con una
tesi guidata da p. Špidlík
dal titolo Il significato teologico missionario dell'arte
nella saggistica di Vjačeslav
Ivanovič Ivanov.
Dal settembre 1991
vive e lavora a Roma presso il Pontificio Istituto Orientale –
Centro Aletti di cui è direttore. Insegna al Pontificio Istituto
Orientale e alla Pontificia Università Gregoriana. Dal 1995 è
Direttore dell’Atelier dell’arte spirituale del Centro Aletti.
Dal 1999 è consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura.
Nel 1999 ha concluso con l’Atelier dell’arte del Centro Aletti
il rinnovo a mosaico della Cappella Redemptoris Mater
affidatogli da Sua Santità Giovanni Paolo II.
“Rupnik è un
artista del colore. Il colore è la luce della materia del mondo
che l'artista cerca. All'inizio è vicino alle conquiste delle
avanguardie di questo secolo, ma il suo percorso artistico è una
continua ricerca del significato tuttunitivo della vita. La vita
è antinomica, e l'unità non deve distruggere la diversità,
annientare le personalità. Perciò il colore di Rupnik è puro,
intenso, e spesso i suoi quadri sono costruiti sulla regola dei
contrasti tra i colori. E la sua arte consiste precisamente nel
trovare l'armonia, il fascino dell'insieme. Ecco allora che ben
presto, ancora nel suo periodo non figurativo, caratterizzato
dalla spatola, dalla pastosità, comincia la ricerca del Volto
eterno e personale che sta sotto tutte le culture. Studia le
culture degli indios, degli slavi antichi, dei cinesi, dei
primordi dell'arte cristiana. Da alcuni anni la sua arte è
decisamente impegnata in un rapporto dialogico tra le conquiste
dell'arte occidentale e quelle dell'arte iconografica. Si tratta
di una rilettura del punto di vista dell'iconografo, ma con
tutto il ricco strumentario della pittura occidentale degli
ultimi secoli.
La sua arte riesce
a unire la tradizione e la modernità. La pittura di Rupnik ci
testimonia che la domanda fondamentale nel dibattito artistico
contemporaneo non si può esaurire nei dilemmi convenzionali,
come per esempio arte figurativa o astratta. Si tratta allora di
riscoprire l'arte come servizio, come liturgia”.
(Dal catalogo di
una delle sue mostre)
Oltre a numerose
mostre collettive, ha esposto le sue opere nelle seguenti mostre
personali:
1979: Roma, Milano,
Baltimore (USA)
1980 Cleveland (USA),
Ljubljana (Slovenia)
1981 Kranj (Slovenia)
1982 Dugo Selo,
Zagabria (Croazia), Vrbovec (Croazia)
1985 Ljubljana
(Slovenia)
1987 Roma
1988 Trieste
1989 Mantova,
Gorizia,
1991 Klagenfurt
(Austria)
1992 Maribor
(Slovenia)
1996 S. Pietroburgo
(Russia)
1997 Trieste, Brno
(Repubblica Ceca), Olomouc (Repubblica Ceca), Roma, Cluj
(Romania)
2002
Genzano
1999
Conclude con il suo Atelier dell’arte i lavori di mosaico alla
Cappella Redemptoris Mater nella II Loggia del Palazzo
Apostolico in Vaticano.
2006 Scaldaferro
(Vicenza)
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